Nell’ultima settimana ho rimediato un pò di materiale su cui lavorare.
Si tratta di due macchinine radiocomandate ed UN telecomando.
Lavorano tutti sui  27Mhz.

Come al solito, ho documentato il materiale con un piccolo video che potete vedere qui sotto.

Facciamo la conoscenza del materiale:
Dopo aver sostituito le pile rovinate con alcune nuove, mi sono accorto che il telecomando funziona QUASI con entrambe le macchinine … mi spiego meglio:
La rolls royce bianca va una meraviglia 🙂
La ferrari, invece, va solo indietro e a sinistra in retromarcia. 🙂
Probabilmente ciò è dovuto al fatto che il radiocomando , pur essendo a 27mhz per entrambe, con la F1 ha qualche interferenza dovuta al fatto che uno non è progettato per l’altra.
Vabeh, poco male.

Successivamente, la prima cosa che ho provato è testare la “potenza” del radiocomando:
Ho la fortuna di vivere in una piccola villetta a tre livelli:
Ho lasciato la Rolls a testa in giu al piano terra e sono salito nel sottotetto (una rampa di scale):
Mano mano che salivo la rampa, la Rolls riceve segnali sempre piu deboli.
Fino a non funzionare piu a poco meno della cima delle scale.

Discorso (fortunatamente) diverso per i segnali che provengono dal basso verso l’altro.
Scendendo la rampa che porta al livello inferiore, infatti, la rolls royce riceveva i segnali perfettamente
nonostante ci sia pavimento+soffitto di mezzo!!
E’ stato un buon esperimento.

Questo mi fa immaginare il giorno in cuin AlphaRobot esplorerà con la sua Videocamera le intercapedini dei soffitti
mentre io lo guiderò camminando sotto di lui’!

Cosa ho intenzione di fare?
Chiaramente smonterò le macchinine per arrivare all’elettronica interna.
Se tutto fila liscio, potrei montare il motore che fa girare le ruote ed utilizzarlo come motore principale di alpha robot.
Il discorso è che potrebbe finire com’è andata a finire in passato: totale sfacelo.
Il circuito ce la farà ad alimentare i motori che ho deciso di utilizzare per la movimentazione di Alpharobot?
Solo la pratica me lo dirà.

Ps.:
Oggi ho creato la mia pagina Youtube dove posterò tutti i video di Alpha robot!
Quindi vi invito ad iscrivervi al mio canale Youtube, se siete interessati a questo argomento e mi volete dare una mano!

Ad ogni modo, visto che siete qua, tanto vale iscriversi almeno a questo blog, no?
Avrò  bisogno di una mano, in futuro! 🙂

Grazie!

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Passato un bel pò di tempo…

Pubblicato: 5 gennaio 2013 in Altro/Varie

E’ passato un bel pò di tempo…
ma sta storia di farmi il robottino partendo da zero non mi ha mai abbandonato in background 🙂
Insomma… in questo lunghissimo periodo sono andato a convivere con la ragazza… e lei mi ha benevolmente concesso
i 7mq di sotto tetto a uso laboratorio e hobby 🙂

Questa qui sotto è una piccolissima panoramica 🙂

By the way:
Ricomincio a smanettare, nel pochissimo tempo libero, con il mio robot 🙂

E tanto per iniziare mi sono fatto venire un idea semplice ed economica su come potrebbe essere
la base di AlphaRobot.

Un paio di cd incollati con colla a caldo.
Perchè?
Perchè mi sembrano leggeri e resistenti allo stesso tempo,
sopportano un bel pò di sollecitazioni e si piegano senza spezzarsi.
(Avete mai provato a spezzare a mani nude un cd? :\)

Primo fallimento :(

Pubblicato: 21 novembre 2011 in Elettronica

in questo periodo, sto provando a seguire i consigli del forum:
In effetti sono arrivato a un punto (è arrivato troppo presto a dir la verità 😦 )
in cui l’unica cosa da fare è fare anche un pò di teoria, altrimenti spendo 20 euro a settimana di materiali che continuerò a bruciare immancabilmente ad ogni tentativo.

Ad esempio, io non sapevo nemmeno che esistesse la parola “diodo” tre settimane fa, ora invece so anche piu o meno come funziona!
Sono molto debole sulla teoria relativamente a Corrente e Ampere, invece.
E infatti ieri ho bruciato sia la macchinina da 6 centimetri radiocomandata che il motorino del videoregistratore da 9 volts.
Perchè? perchè ho “sperimentato”
E questa ve la racconto!

Ieri mattina smonto la macchinina, arrivo al circuito e me lo studio per un ora di fila, prendendo appunti e disegnando su carta ogni piu piccola saldatura e dove andasse ogni filo.
Una volta assicuratomi di quali fossero i fili dell’alimentazione, quali quelli che comandavano i relè delle ruote frontali, e quali quelli del motorino posteriore, ho pensato:

“Ora potrebbe essere valida l’idea di collegare un alimentazione maggiore,
ed un motorino maggiore!”

Bene.
Attacco il motorino da 9 volts al minicircuito della macchinina al posto del piccolo motorino in dotazione.
Attacco la pila da 4,5 volts e il motorino girava, comandato dal radiocomando!!
FELICISSIMO, faccio un ulteriore tentativo:
Ho preso un normale alimentatore da pc-desktop,
con il tester mi sono assicurato di quali fossero massa e filo da 5 volts.
Collego i +5 volts della alimentatore, collego il negativo e… puzza di pollo bruciato!
Il circuito inizia a fumare dalla parte del microprocessore centrale.

Non mi arrendo.
Ho ancora il motorino da nove volts!
Lo collego dritto all’alimentatore:
Gira un secondo e mezzo , poi sento distintamente:
“zzz.urgh! eh? NOOOOOOOoooooouuuuuhh…   bzzzt. ” [silenzio di morte]
Motorino fritto.

Ora passi per la macchinina che magari ha qualcosa di microtico all’interno
che non ha retto la tensione, ma perchè il motorino si è fritto?
Boh, misteri della scienza

In questo momento sono fermo a capire i misteri dei transistors.
Mi dicono che per ogni transistor esiste un relativo datasheet.
Beh, io ho 2 motorini e 4 transistors…delle “tag” impresse su ogni componente, sul web, nemmeno l’ombra.
Bah, mi sa che devo approfondire anche questo lato 😦

Primi vagiti di un motorino.

Pubblicato: 14 novembre 2011 in Elettronica

Allora, allora…
Come promesso, rieccomi qui per raccontare come sono passato da un ponte H fine a se stesso,
ad un motore comandato meccanicamente ( mi hanno insegnato sul forum che si dice cosi! 😉 ).

Ero rimasto allo “studio del ponte H” con il circuito che gentilmente LandyAndy aveva disegnato per me.

[ Lo stagno Cinese ]
Dopo aver acquistato un saldatore dal bazar cinese, con la mia fida millefori mi sono messo all’opera, cercando di ricostruire al meglio il circuito.
Il primo problema, durante la fase di saldatura non ha tardato a farsi vedere: il filo elettrico NON si attaccava e il filo di stagno NON si fondeva.
O meglio: si fondeva per diventare immediatamente una minuscola pallina che “rotolava” via, nonostante i ripetutissimi tentativi di farka stare al suo posto tra il buco della millefori e il filo. Ci avrò messo un ora e mezza per fare mezzo circuito di 4 centimetri che prevedeva due rami e mezzo di collegamenti.
Tanto che a metà dell’impresa , totalmente frustrato, mi sono sfogato sul forum, dando la colpa alla millefori, e dicendo apertamente che imparare a saldare è una cosa impossibile!!!  La serata finisce cosi’, e io me ne torno a casa con il pensiero in background di come “imparare a saldare” nella maniera piu indolore possibile.
La mattina dopo, passando di fronte a un ferramenta di quartiere, mi fulmina l’idea: “ma sarà che il filo di stagno cinese è una ciofeca?”
Entro, chiedo un filo di stagno “buono” , e il commesso intuendo che sono una sega planetaria, con un sorriso me lo dà.
Torno in ufficio, affronto la giornata la vorativa ma verso le 6 , due ore prima di chiudere, la tentazione di testare il nuovo filo di stagno è troppo forte.
Salgo nel mio laboratorio improvvisato e mi rimetto all opera con il nuovo stagno: Aoh, rispetto allo stagno precedente sembra di lavorare con il pongo!
Sono al settimo cielo! Corro sul forum per avvertire tutti che avevo risolto l’arcano, ma scopro che nel frattempo qualcuno mi aveva già risposto con
“Vedrai che ti hanno dato uno stagno che , se ti va bene, è buono per saldare le padelle!”.
Cosi’ è stato, effettivamente!  Termino il circuito, e lo testo con il tester! FUNZIONA!

Ponte H lato saldature

Ponte H - Lato Frontale

[Capire il deviatore a sei poli] 

Procedo nella costruzione del circuito con in mente uno dei primi consigli ricevuti:
“Impara a usare il tester, impara a usare il tester, impara a usare il tester!”
La voglia di fare è talmente tanta però che scrivo sul forum una richiesta che suona molto come
“Ditemi quale cavo va a quale polo del deviatore per piacere”
La giustissima risposta è stata piu o meno
” se non impari a usare il tester non ci capirai mai un cazzo. E’ inutile proseguire a pappagallo se non sai cosa stai facendo.”
Giustissimo: me la sono cercata.
Armato di tester e di deviatore proseguo nell’esperimento.
Collego un pò alla cazo i due puntali e capisco che solo quando collego il puntale positivo al polo centrale,
i poli laterali passano corrente a seconda di come è posizionata la levetta.
Benissimo, mi dico, ho imparato una cosa nuova: “Il polo centrale va collegato a un terminale che eroga corrente positiva quindi!“.
Felicissimo, mi stampo un ingrandimento del circuito di andylandy, e armato di matita inizio a disegnare i collegamenti tra i vari poli e i terminali del circuito.
E li’ mi blocco. E mi blocco per tre giorni di fila.
Perchè? Partiamo da questo disegno, che è l’esatta visione che avevo in testa del deviatore:
(clicca per dargli proporzioni ragionevoli)

secondo questo mio schema mentale io avevo 2 poli positivi nel deviatore e almeno TRE contatti positivi nel circuito.
Infatti: se i contatti 2 e 3 del circuito arrivano SENZA DUBBIO dal polo positivo della batteria, è pur vero che ALMENO UN polo positivo dovrebbe esistere per il motorino,
altrimenti come gira? Dove cazzo è finito il terzo polo positivo?
Passo le prime 12 ore senza mangiare, in completa catalessi da concentramento.
Altre dodici ore le passo disegnando schemi su schemi, inventandomi Rami interi del circuito che però non avrebbero portato a una beneamata ceppa.
Poi posto sul forum e chiedo pietà e aiuti.
La risposta sadica è stata ” 2 3 5 2 / 5 6 6 3″ che li per lì non ho capito, ma mi è sembrata un dono di Dio.
In qualche modo, con quella preziosa informazione, avrei risolto l’arcano.
E allora testa bassa di nuovo, matita e schemi su schemi stampati.
La mia già debolissima Fede comincia a vacillare fortemente: Non se ne viene a capo. Come la metti la metti, per logica, il circuito NON può funzionare!
Decido di ripostare sul forum con tanto di spiegazione disegnata delle mie congetture:
(Click per dare proporzioni decenti)

Solo dopo qualche decina di minuti l’immancabile AndyLandy mi regala l’input per sbloccare il loop mentale in cui ero caduto.
nel suo post , infatti, pur senza darmi la risposta servita su un piatto d’argento, dice: ” Ricordati che i pin centrali (2 e 5), sono quelli che vanno all’utilizzatore.”

Qualcosa fa “click”, nella mia testa: Se Andy dice che DUE POSITIVI vanno al motorino, dev’essere ASSOLUTAMENTE per forza vero!
OK, non c’ho capito un cazzo. Si ricomincia.

Passo la sera, credetemi, anche a casa, a pensare e disegnare fino a che…BOOM! Idea!
“Ma sarà che il deviatore in realtà NON eroga corrente, ma è solo un cazzo di ponte becero, che se ne frega altamente di quello che gli passa attraverso?” 🙂 🙂 🙂 🙂

Il resto, è storia!

Quando avrò un altro pò di tempo, vi raconterò della costruzione , il giorno dopo, del primo “attrezzo semovente cieco” che ho tirato su con scotch, nastro da pacchi e un pò di materiale di fortuna. 🙂


VITTORIA!

Pubblicato: 13 novembre 2011 in Uncategorized

In anteprima Mondiale su questo blog 🙂 la seconda MIleStone di questo progetto!
Per adesso solo il video del test andato a buon fine,
In serata, posterò la cronaca dei passaggi che mi hanno portato dalla prima a questa seconda Milestone.

Il Ponte H – Livello 2

Pubblicato: 10 novembre 2011 in Uncategorized

LandyAndy, robottaro gold di Roboitalia.com ha fatto una cosa davvero notevole per me:
Per farmi capire bene come pilotare avanti/indietro/stop il motore della macchina radiocomandata ha disegnato tre circuiti e me li ha postati sul forum.
Avevo già detto che l’attività su roboitalia.com è allucinante, ma non mi aspettavo tanto sbattimento per quello che, a tutti gli effetti io sono per lui:
un perfetto sconosciuto!

Beh, l’ho ringraziato con il cuore… e questo è il materiale sul quale lavorerò domenica mattina.
Questo circuito prevede un interruttore  di quelli a tre stadi (Avanti, indietro, centro), ma lui dice che a questo interruttore si può facilmente sostituire qualunque
dispositivo di input, compresa la ricevente di un radiocomando o le reti neurali 😀

Di seguito il link.
http://forum.roboitalia.com/showpost.php?p=52644&postcount=6

Il Ponte H.

Pubblicato: 8 novembre 2011 in Elettronica
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Se dovessi darvi l'idea di come mi sento mentalmente in questo momento vi direi di immaginare
una persona che non sa nuotare, disperatamente attaccata al suo salvagente mentre è in alto mare.
E non si vede riva all'orizzonte.
Nei due giorni scorsi ho studiato tanto e letto MOLTO di piu'. La robotica è qualcosa di SERIAMENTE profondo.

Vabeh, procediamo con gli step che ho fatto in questi due giorni.
Spigolando qui è li in giro per il web ho letto che una basetta millefori è la dotazione MINIMA con il quale imparare a fare i primissimi circuiti. Cosi’ sono andato in un negozio attrezzato e l’ho comprata.
Visto che c’ero ho comprato anche due led ad alta intensità un pulsante, e un bottone.
(Non devo spiegare la differenza tra i due , vero? 🙂 )

Prima di continuare però, ricordate: dire che il forum di roboitalia.com è basilare è un eufemismo.
I ragazzi sono assolutamente fantastici, tutti veri appassionati, tutti veri pozzi di scienza dai quali attingere un pò per volta. Se qualcuno di loro passerà di qua, un giorno: Beh, GRAZIE!

Nella giornata di ieri ho postato diverse volte sul forum elemosinando un lumicino per sapere che direzione prendere:
Beh, in 24 ore ho capito quantomeno la Base più profonda del movimento su ruote:
Partendo dal fatto che se diamo corrente a un motorino esso gira in avanti, e che se invertiamo la polarità esso gira indietro: la domanda è: Come fare in modo di automatizzare la cosa?
La risposta si chiama
“Ponte H”
E no, non è il titolo di una puntata di Star Trek.
Il ponte H In realtà è un circuito elementare di fili disposti in modo che chiudendo due contatti alla volta
dia modo alla corrente di passare per il circuito una volta in un senso , una volta in un altro.
Questo sotto è il circuito che ho implementato pochi minuti fa e che funziona alla grandissima:

Schema di ponte H

click per sito web di spiegazione Ponte H

E’ davvero molto semplice ( e se lo dico io… ) : ho usato una millefori, una batteria da 4,5v e il motorino della macchinetta.

Un VERO piacere vedere come il motorino gira avanti o indietro a seconda che si chiudano i contatti A/D o C/B.
Il prossimo step sarà costruire il circuito seguente..ma dovrò capire qualcosa di piu’ a proposito di
transistor e resistenze…speriamo bene!